Patrimonio e successione ereditaria

Il mio patrimonio: come andrà in successione? 

La Treccani definisce “Antìfrasi” come una figura retorica che consiste nell’esprimersi con termini di significato opposto a ciò che si pensa. Questo termine è particolarmente legato alla superstizione, insita nella cultura Italiana, secondo la quale si è soliti augurare l’esatto opposto di ciò che vorremmo accadesse. Pensiamo ad esempio all’esclamazione “In bocca al lupo”, frase scaramantica usata in origine come augurio di caccia propizia. Proprio parlando di successioni ereditarie, quindi di pianificazione di ciò che accadrà dopo la nostra dipartita, incontriamo, a volte, delle forme scaramantiche, ad esempio il “non parlare di queste cose”, che ci fanno lasciare in eredità una cosa: la discordia. 

Senza addentrarci nel complesso mondo del diritto successorio vi propongo due esempi: 

Giacomo Puccini, Compositore e Maestro famoso ed apprezzato in tutto il mondo venne a mancare il 29 novembre 1924, lasciando all’unico figlio e alla moglie un patrimonio di circa 120 miliardi di Lire. Dopo pochi anni anche la moglie viene a mancare, il patrimonio diventa tutto del figlio Antonio. Questo figlio si sposa ma non ha figli, viene prematuramente a mancare e il patrimonio passa interamente alla moglie Rita. Nel 1973 la Corte di Cassazione riconosce una donna, Simonetta, come figlia naturale di Antonio (nipote quindi del Maestro), avuta da un’altra relazione. Alla morte di Rita, il patrimonio passa al fratello Livio, un finto nobile che amava il lusso e la bella vita. Il patrimonio del Maestro diventa sempre più modesto, a causa dell’alto tenore di vita di Livio. Iniziano anni di contese legali tra Livio, Simonetta e la Fondazione Giacomo Puccini. Livio, anche lui senza figli, nomina erede il suo maggiordomo, il quale lascerà tutto a 22 nipoti e cugini. L’eredità del Maestro Giacomo Puccini finisce nelle mani di 22 sconosciuti.

Se il Maestro avesse saputo che il suo patrimonio sarebbe finito a 22 sconosciuti forse avrebbe pensato, in vita, a come gestire la trasmissione ereditaria dei suoi averi, magari creando con congruo anticipo la Fondazione per proteggere le sue proprietà senza limitare il benessere dei suoi eredi. 

Esempio più semplice è quello di Luca, sposato e senza figli. Convinto che quando verrà a mancare, il suo patrimonio, frutto di anni di lavoro e sacrifici, sarà interamente della moglie non si preoccupa più di tanto. Luca ha una sorella, Anna, amante delle feste, del divertimento e degli uomini. Con Anna non ha buoni rapporti, non approva il suo modo di vivere “a scrocco”, senza lavorare. Il giorno del funerale di Luca si fa viva Anna, sua sorella, che incurante dello stato di dolore della moglie superstite chiede di avere subito la sua parte di eredità. Pur non vedendosi da anni la legge parla chiaro: la moglie, distrutta dal dolore per la perdita del suo amato, dovrà dare ad Anna 1/3 del patrimonio del marito. Se solo Luca si fosse rivolto ad un esperto e avesse pianificato la sua successione … 

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